Le offese su Facebook costituiscono diffamazione con l’aggravante del mezzo di pubblicità trattandosi di un mezzo di comunicazione virale.
Chi offende qualcuno attraverso un post o un commento su
Facebook commette il reato di diffamazione aggravata: Facebook,
infatti, al pari di qualsiasi altro social network, è ritenuto un «mezzo di
pubblicità» per via della facile e rapida diffusione dei suoi contenuti. A
confermare l’indirizzo ormai consolidato della giurisprudenza è una sentenza di
ieri della Cassazione [1].


