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lunedì 24 luglio 2017

FACEBOOK: IL POST OFFENSIVO È DIFFAMAZIONE AGGRAVATA



Le offese su Facebook costituiscono diffamazione con l’aggravante del mezzo di pubblicità trattandosi di un mezzo di comunicazione virale.


Chi offende qualcuno attraverso un post o un commento su Facebook commette il reato di diffamazione aggravata: Facebook, infatti, al pari di qualsiasi altro social network, è ritenuto un «mezzo di pubblicità» per via della facile e rapida diffusione dei suoi contenuti. A confermare l’indirizzo ormai consolidato della giurisprudenza è una sentenza di ieri della Cassazione [1].

lunedì 27 marzo 2017

LEGITTIMITÀ ED EFFICACIA DELLA DOCUMENTAZIONE PRODOTTA DA UN'AGENZIA INVESTIGATIVA


Dalle risultanze della ricerca giurisprudenziale svolta emerge chiaramente che l'attività investigativa è lecita e può essere svolta con efficacia su dipendenti e collaboratori aziendali. 


domenica 6 settembre 2015

LE ULTIME SENTENZE IN MATERIA DI INVESTIGATORI PRIVATI












Detective contro lavoratori in malattia o assenti, tradimenti: licenze, trattamento previdenziale, reato di violazione della privacy. Le ultime decisioni sulle agenzie investigative.